Pinerolo Indialogo

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Pinerolo Indialogo

Maggio 2012


Dialogo tra generazioni
 
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Lettera a Luigi Facta


"Spesso la mediocrità è una voragine"

 

di Cristiano Roasio

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.5 - Maggio 2012

  Di solito prestiamo attenzione alla toponomastica viaria solo quando gli obblighi, più o meno piacevoli, il più delle volte predeterminati e al di fuori della nostra giurisdizione, ci costringono alla scoperta dello Spazio. Altrimenti, quei personaggi, quelle vite così eminenti o riconosciute tali dalla Storia, quelle persone tanto "famose" da finire su una lastra marmorea quasi illeggibile, più verosimilmente su targhette in plastica, scorrono sotto i nostri occhi senza narrare molto, come un post-it dalla colla impolverata, staccato e svolazzante, che del suo memo, nell’intenzione originale un avviso futuro, fa un resto del passato: spazzatura.

Da studente pendolare e poi raro visitatore della tua natia Pinerolo, caro Luigi Facta, nella piazza a te intestata finora mi accadeva di fissare maggiormente i riflessi delle ragazze sulle vetrate scure di un palazzo fuori luogo, intente a gustare gelati dai colori sgargianti dividendo la scena con pseudo lanterne orientaleggianti, allo stesso modo appariscenti. Mi chiedo quante persone abbiano calpestato quel pavè senza sapere non solo chi tu fossi, ma come diamine si chiamasse quel parallelepipedo anonimo dalla viabilità sempre diversa. La Storia è inclemente; forse è colpa mia, o dei programmi scolastici che si rincorrono verso un traguardo che effettivamente non c’è, fatto sta che non mi ricordo di te. Potrebbe anche essere a causa di chi ti è succeduto nel lontano 1922, ma sarebbe facile accusare il "Mascellone" per nascondere una mia grave mancanza.

Mi sono documentato su libri e siti governativi, eminente uomo politico del pinerolese, nato qui nel 1861, in due dei governi Giolitti, morto a Pinerolo nel 1930, laurea in Giurisprudenza. Tra le scartoffie, digitali e non, pesa come un macigno una frase rintracciata su Wikipedia, è un’enciclopedia senza barriere, libera, ammesso che ciò sia sempre un bene, di un giornalista intento a spiegare perché tu fossi tra gli uomini di fiducia di Giolitti: "Spesso la mediocrità è una voragine per la quale anche gli spiriti eletti provano una cupa attrazione". Non posso credere a tutto quello che leggo, altrimenti abbandonerei per sempre l’individualità che mi rende vivo, però anche le falsità decontestualizzate possono riflettere parte della verità. Non mi pare che tu abbia fatto molto, dalla tua posizione privilegiata, per contrastare l’avanzata del fascismo. Quel che più inquieta è che non mi è nuova la situazione di un governo che si dimette, scompare, e lascia tutto in mano ad altri.

Ma lasciamo perdere ogni eventuale attualizzazione giacché i tuoi baffoni non fanno altro che ricordare la tua appartenenza ad un periodo storico lontano, un’epoca di borsalini e cloche da donna, anni in cui anche a Pinerolo si prendeva confidenza col governo che avrebbe dominato l’Italia per oltre un ventennio, nonostante dubbi e voci contrarie, fin troppo deboli sotto il clangore dell’entusiasmo. Nei sabati sera d’estate tra gli schiamazzi di una Pinerolo tutto sommato piacevole, mi volterò a guardare quella scritta, spostando gli occhi dai rimasugli caseari di un frappè alla mela verde, e leggerò al posto del tuo nome, un’istigazione ad agire in ogni occasione secondo la mia eticità e i miei desideri fuori dal tempo e non secondo le circostanze della quotidianità.