Pinerolo Indialogo

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Pinerolo Indialogo

Settembre 2012

Dialogo tra generazioni

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 Appunti di Viaggio

Escursione in Valle d'Aosta

Lo spettacolo del gigante Bianco

di Angelica Pons

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.9 - Settembre 2012

 

Autostrada Pinerolo-Torino-Aosta, con uscita a Fenis per la suggestiva visita guidata del castello, ottimamente restaurato; passeggiata nel centro storico della città di Aosta lungo le viuzze interne indaffarate di visitatori: arco romano, antica chiesa di S. Orso con cripta medievale, anfiteatro romano, cattedrale barocca. Affascinante e fresco il percorso sotterraneo illuminato, situato vicino ad una sorta di necropoli extra moenia. Si prosegue poi lungo la strada per La Palud, piegando verso destra oltre la mondana Courmayeur fino all’incantevole paesino di Entrèves, ai piedi del "Gigante". Casette curate, coperte da lose di pietra, fiori ai balconi di legno, accoglienza gentile. Essendo aperta la strada alle auto si fa ancora una gitarella a Val Ferret, a Nord del massiccio, in un alto sentiero piano costeggiato dal torrente color ghiaccio. L’aria è frizzante, ma si cammina impavidi verso il circuito ad anello che si dirige a cascatella d’acqua sorgiva e ritorna nell’ombra dei pini verso l’ultimo campeggio, con alberghetto e giochi per bambini, con annesso allevamento di trote e storioni. Notte in un hotel sotto la funivia: la camera in un caldo chalet, i mobili confezionati a mano da una ditta artigiana di Saluzzo, i copripiumini come le tende tessute con danze di scoiattoli e stambecchi, che mi ricordano a Cuelo de Luna in Ecuador un rifugio montano con le coperte coi disegni di alpaca che trotterellavano nei miei sogni. La mattina un fresco risveglio con la vista sul gigante illuminato dal sole e la deliziosa colazione di yogurt fresco, cereali, frutta, marmellate e torte fatte in casa, bevande calde e la Fontina D’Aosta che con una certa varietà di salumi tagliati al momento ed offerti dal padrone di casa accompagna il pane tostato. Si sale ben coperti nella cabina… fabbricata a Finale Ligure! Sosta al giardino botanico, poi, in un panorama incantevole e terso, si giunge fin sulla vetta.

Il freddo è pungente ma lo spettacolo superbo. Si osservano i nomi di ogni cresta e sperone, il corno, le signorine inglesi, la spianata, le punte vermiglie e verdastre, l’altro tratto di funivia che sale da Chamonix, i lavori in corso che si prevedono conclusi l’anno venturo e che porteranno ancora più in alto. Foto di rito e passeggiata sul ghiaccio nevoso, osservando i bimbi che vengono accompagnati da un paziente istruttore, con ramponi e funi, e noi si cammina fin dove si presume riparta la seggiovia di Chamonix ma l’accesso vi è precluso e si torna indietro. Gli occhi sono pieni di meraviglia. Ancora due parole con una brasiliana stupefatta alla vista della neve, che proprio non poteva immaginare, e si scende verso il caldo. La vallata si riapre alla nostra vista offrendosi in tutta la bellezza. Lungo la Statale è agevole prendere deviazioni per castelli; noi ci fermiamo a Verres, nato come fortificazione e luogo di osservazione e da cui mandare segnali di fumo, ma edificato con acume per garantire notevoli comfort a quel tempo, un clima ottimale all’interno, oltre che il rifornimento idrico. Proprio come allora la gestione dell’acqua era in mano a qualcuno che ne conservava il privilegio, ora è in mano alle Comunità montane. Il silenzio tra le mura è terapeutico. In un’improbabile sera estiva, dove di serale c’è solamente il sole più basso sull’orizzonte, si rientra a Pinerolo.