
Nicola
Scocozza, giovane parrucchiere 30enne di Pinerolo, ci racconta della
sua carriera.
Raccontaci del tuo percorso di studi...
Elementari, medie e poi a 14 anni sono subito andato a lavorare
presso un parrucchiere di Pinerolo.
Com'è stato il periodo della gavetta?
Molto pesante perché ero da un parrucchiere molto "in"
di Pinerolo. Ma per fortuna è durata poco, solo tre anni! Poco a poco
poi mi sono fatto conoscere e ho iniziato io a far fare la gavetta
agli altri.
Da cosa è nata la passione per il mondo dell'
"hair-styling"?
Penso di aver sempre voluto fare il parrucchiere e in generale di
lavorare a contatto con la gente: è il sogno che ho fin da quando
sono bambino. In famiglia c'era già mio zio che faceva il
parrucchiere e forse questo mi ha dato un'opportunità in più per
partire. Non avevo iniziato con lui ma presso un altro parrucchiere.
È stato il momento in cui ho cominciato ad appassionarmi molto a
questo mestiere.
Ti ricordi ancora del primo taglio che hai fatto?
Sì certo, a mia madre. L'avevo rovinata! Una settimana dopo aver
iniziato a lavorare, ero andato a comprarmi le forbici e l'ho rapata.
Lei era orgogliosa perché l'avevo acconciata io ma era dovuta
comunque andare a farsi aggiustare i capelli. Dopo di lei, mia sorella
e tutto il parentado hanno fatto da cavie per i miei esperimenti. Ho
sempre bruciato un po' le tappe: non ho mai avuto paura di buttarmi. E
alla fine i frutti si sono visti.
A che età ti sei sentito un vero professionista?
Credo che non lo dirò mai, perché non si finisce mai di crescere
e di imparare. Il punto di inizio forse è l'aver avviato un'attività
in proprio: a 30 ho delle persone che lavorano alle mie dipendenze e
di questo posso essere molto soddisfatto.
Qual è il segreto di questa clientela così
affezionata?
Di sicuro l'essere professionale, umile e non fare differenze,
nonostante io lavori con una clientela molto vasta. Tratto tutti nel
medesimo modo.
Tutti i tuoi collaboratori sono giovanissimi: che
consigli ti sentiresti di dar loro?
Di mettersi sempre tanto in gioco e di non aver paura di
sbagliare. Devono puntare sempre in alto ed essere disposti anche ad
affrontare dei sacrifici.