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Settembre2014

Dialogo tra generazioni

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 Appunti di Viaggio


In caso di tempo inclemente?

A Verona con Giulietta e Romeo

di Angelica Pons

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.9 - Settembre 2014

   

Il tempo inclemente non incoraggia, ma è ideale per visitare una città d’arte senza l’oppressione del caldo.

Verona è una meta splendida, vivibile e raggiungibile in treno o con poche ore di autostrada (E70), per una scappatella a metà settimana, almeno una notte in loco, in un quartiere tranquillo, Croce Bianca, ben servito dai bus.

«E’ in vendita una card per sconti, ingressi e l’uso dei pulmann», è l’ottimo consiglio dell’amabile Beatrice dell’Euromotel, albergo accogliente e con stanza a tema, dall’antico Medioevo con gli armigeri al total pink e "tacco 12" della Barbie; squisita la colazione a buffet.

Verona è, non solo, ma anche l’Arena, nell’ariosa piazza Bra’ coi giardini su cui sostano pezzi di scena dell’Aida e si affacciano il Municipio neoclassico ed il Palazzo della Gran Guardia, tardo-rinascimentale, che in questo periodo ospita una meravigliosa mostra su Paolo Caliari detto appunto il Veronese, gran maestro del 1500. Poco oltre, col bel ponte di pietra sull’Adige, sorge lo splendido castello scaligero, con museo e statua equestre di Can Grande della Scala. Non distante, la bella piazza delle Erbe con il Palazzo della Ragione, sede della G.A.M., la bella piazza Dante, il mercato ed i caffè.

Dall’alta Torre Lamberti si ammira la città antica, avvolta dalle anse del fiume. Originali le chiese. S.Zeno, capolavoro romanico con fondamenta paleocristiane, cripta con reliquie e pala d’altare d’autore (Andrea Mantegna). S. Fermo si compone di due edifici che s’incastrano e sviluppano dall’antica pieve del V secolo al gotico armonioso, con pregevoli affreschi del Pisaniello. Il duomo con due organi e la bella Assunzione di Tiziano si articola in un complesso con chiostro e il noto campanile. Deliziosa S. Anastasia: i "gobbi" reggono le acquesantiere e lo sguardo vede il succedersi dei secoli sui sovrapposti stili dalla parete affrescata (S. Giorgio e la Principessa di Pisaniello) agli altari in barocco policromo veneziano come quello del Redentore, scolpito da Cattaneo discepolo del Sansovino su disegni del Palladio.

Verona è anche la fonte del mito più romantico. Nato forse da un pettegolezzo tra armigeri, secondo alcuni, per altri vicenda semiautobiografica di un narratore friulano, la storia di Romeo e Giulietta qui trova spazi che la fanno sentire reale: dal verone cui si accede attraversando una volta cosparsa di messaggi romantici scritti o appiccicati su cerotti e persino salvaslip - premurosamente tolti da qualche custode - all’abitazione, con affreschi ed arredi del tempo, alla cassetta postale per Giulietta, (c’è pure l’e-mail), alla tomba, credibile, perfettamente ricostruita nei dettagli.

La casa di Romeo è privata, si vede l’esterno, ma al fianco si può cenare dal Duca, la trattoria con pasta fatta in casa, "pastissada de caval" ed altre prelibatezze. Non sedetevi sulla sua sedia però: se dovesse entrare il Duca, nota maschera della contrada, quella spetta a lui solo. Per sognare un poco.