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Pinerolo Indialogo

Aprile 2015

Dialogo tra generazioni

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 Viaggiare


A 450 km dal Polo Nord

Wondering Lapland

di Angelica Pons e Mauro Beccaria

Pinerolo Indialogo - Anno 6 - N.4 - Aprile 2015

   

Sì eravamo proprio curiosi, curiosi della neve, della vita in una landa tanto fredda, curiosi e già colmi di stupore solo dal nome delle aurore boreali, e persino dell’emozione che può dare lo "sleddogs", la slitta coi cani.

Abbiamo colmato solo un pezzetto di questa curiosità, perché il Nord ha un fascino senza eguali: siamo rimasti estasiati e speriamo di tornarvi.

E’ facile. Il Nord Europa è ben organizzato, civilizzato, tecnologico.

Voli frequenti con scalo in Germania collegano la penisola. La nostra meta è Ivalo, 450 km dal Polo, dove troviamo una stanza in un villaggio sperduto in mezzo alla neve, Ukonjärvi Holiday Village, sull’Inari Lake.

La neve fa tornare bambini! Trascorriamo tre giorni a ridere e ciaspolare – ciaspole affittate da Anne di Easy adventures, 10 euro tot – e si va in lungo ed in largo nel candore a perdita d’occhio, nell’aria purissima, su laghi gelati e foreste ariose di pinetti e betulle, tra fiocchi danzanti, raggi di sole, raffiche di vento. L’unica collinetta è il belvedere dove sono lasciati i residuati bellici di un aeroplano e di un carrarmato, oltre ad un museo a cielo aperto di antiche barche e casette lapponi; c’è pure una motoslitta degli Anni ’70 e un caffè chiuso, perché la strada è impraticabile (2 m di neve) e in questa stagione non sale nessuno. Da lì si rimirano i monti siberiani e le distese innevate. Non paghi di tanta bellezza cantiamo per evocare l’aurora. Che arriva, puntuale, nei -20° della notte, prima con un velo lieve che scompare e riappare danzando lungo tutta la volta stellata disegnando archi, volute, canne d’organo, tende e zampe d’orso.

L’incontro con la natura è disarmante. Dagli scoiattolini ed uccellini (siberiantip) cui la nostra ospite dà da mangiare, ai timidi ptarmigan, uccelli mimetici come grossi polli bianchi dagli occhietti neri, alla giovane renna che ci osserva curiosa e saltella via, volando sulla superficie piatta, percorsa raramente da un gatto delle nevi, sulla cui traccia poggiamo le nostre racchette.

Sento il rimbombo del mio bastoncino sotto i 60 cm di ghiaccio. Visitiamo un parco dove sono custodite in semi-cattività le rarissime volpi artiche, ma l’entusiasmo è tanto pure per i nostri nuovi amici, con la slitta: buoni, sottili e forti gli husky finlandesi, la capomuta ha 13 anni «ma non lo sa», dice ridendo la guida, Sistina. Alle nostre soste – siamo absolutebeginners! – abbaiano e ululano di gioia, pare che dicano: «Facci ripartire» e mangiucchiano la neve perché hanno caldo.

Un saluto a Nemo, il lupacchiotto di Riitta Liisa, la gentile signora inglese che ci ha ospitato, il marito dall’Olanda: «Ma che cosa vi ha spinti a vivere qui, d’inverno scende a -50°?».«La natura» è la risposta.