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Pinerolo Indialogo

Genn-Febb 2017

Dialogo tra generazioni

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Il 16 dicembre 2016

In cima all'Aconcagua, 6962 m 

di Angelica Pons con Mauro Beccaria

Pinerolo Indialogo - Anno 8 - N.1-2 - Genn-Febb 2017

   

Il 16 di dicembre, sveglia nella notte fonda, alle 4, con la luna piena, per affrontare l’ultimo tratto di salita: sull’Aconcagua, 6.962 m slm, la montagna più alta della Cordigliera delle Alpi argentine e di tutto il Sudamerica, una delle 7 cime del Pianeta, la più alta della Terra al di fuori dell’Asia. Quindi, per queste caratteristiche la 2ª dopo l’Everest. Si trova vicino alla frontiera del Cile, nel Parco provinciale Aconcagua, nella provincia di Mendoza.

La via normale non presenta particolari difficoltà alpinistiche. Il rischio maggiore è dovuto ai venti che sferzano la punta anche a 120 km/h, oltre ai cambi repentini del meteo. Ed ovviamente alla quota.

Mauro racconta: «Sono un ragazzo di 56 anni e grazie al mio amore Angelica, che mi lascia e fa sognare, e ai miei genitori che mi hanno dato un cuore e due polmoni straordinari sono riuscito ad arrivare sulla vetta». I campi di sosta sono: Puente del Inca 2.740, da cui inizia l’ascensione; Confluencia, 3.380 m, nel parco. Plaza de Mulas 4.370 m, campo base. Poi Plaza Canadà, 5.050 m e Nido de Condores, 5.400 m, un vasto altipiano panoramico sorvolato dai rapaci. «Non è stata certo una passeggiata, per la sofferenza non solo fisica questi giorni infiniti e notti insonni, il vento, il freddo, la neve caduta copiosa per due giorni da Confluencia a Plaza de Las Mulas. Si prende a "calci" la tenda per poter uscire, siamo sommersi dalla neve. Si affrontano cose non comuni: occorre bere 4 litri al giorno e durante la notte, per non uscire dalla tenda (-30°C), si usa una bottiglia come wc. Un’altalena di previsioni potrebbero compromettere la salita. Poi si decide e si porta il cibo al campo Canada; si ritorna per acclimatarsi ancora un giorno, si fanno le visite mediche (pressione 110/80 saturazione 90%): siamo a 4.400 m e lo zaino pesa 17 kg! A Nido de Condores abbiamo sostato 2 giorni; la nostra guida ci ha pure preparato la pizza! Campo "Colera" 5.900 m (che indica l’arrabbiarsi della montagna) e poi la cumbre (cima). Si parte alle 5.30 ramponati come anche nei campi precedenti, -25°C ed entusiasmo a mille. Dopo 4 ore si arriva alla traversa: è il punto critico, se il vento supera i 50 km/h non si passa, ma grazie al cielo è quasi assente. Si sale su una pendenza del 70% e ti senti morire, devi solo pensare passo dopo passo. Arrivato alla Canalett,a 6.700 m, pausa e ultimi 300 m di dislivello. Praticamente un muro del pianto: devi esserci con la mente se no rinunci. Ed infine la guida, Mariano, mi dice "ora vai! sali!" salgo ancora 2 massi e vedo la croce davanti a me, non riesco a crederci piango senza lacrime a singulti e mi appoggio alla croce ringraziando il cielo. Grazie Aconcagua che mi hai permesso di conquistarti (la guida l’ha definito el dias perfecto). Qualcuno lassù mi vuole bene. Grazie».

Mercoledì 25 gennaio alle 17, proiezione e racconto presso la libreria Mondadori, piazza Barbieri 15 Pinerolo. Ingresso libero.