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Pinerolo Indialogo

Aprile 2017


Dialogo tra generazioni

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 L'ambiente siamo noi



Il Piano Paesaggistico Regionale e la collina di Pinerolo

di Beppe Gamba

Pinerolo Indialogo - Anno 8 - N.4 - Aprile 2017

Con l’accordo firmato a metà marzo tra Regione e Ministero dei Beni, delle Attività culturali e del Turismo si avvia l’approvazione finale del Piano Paesaggistico Regionale. È uno strumento importante per la tutela e la valorizzazione dei beni ambientali del Piemonte: oltre 2000 beni storico-artistici e architettonici, 370 beni paesaggistici e migliaia di aree protette, laghi, corsi d’acqua e zone di interesse archeologico, per una superficie pari al 61% del territorio. Dopo l’esame in Commissione e l’approvazione del Consiglio Regionale l’attuazione del PPR richiederà l’adeguamento dei piani regolatori comunali e dei loro strumenti.

Il territorio di Pinerolo è interessato sotto molti aspetti, a cominciare dalla conferma o meno delle previsioni edificatorie nella Zona CP7 ai piedi di Monte Oliveto, una delle aree di maggior pregio paesaggistico nella visuale di chi arriva in città dalla pianura.

La storia della CP7 è lunga e tribolata. Nasce con il Piano regolatore e gli strumenti esecutivi della fine del secolo scorso, quando in Italia si costruiva forsennatamente, occupando e trasformando il suolo libero alla velocità di 8 metri quadrati a secondo (dati ISPRA, l’Agenzia Ambiente Nazionale). Le zone di maggior pregio paesaggistico non venivano risparmiate e restano ambite anche oggi, pur nella perdurante crisi del settore delle costruzioni.

L’area sotto Monte Oliveto è interessata da un programma di edificazione approvato dalle passate amministrazioni comunali che neanche il Piano Paesaggistico regionale sembra voler cancellare totalmente. Sotto la minaccia dei potenziali danni da pagarsi ai privati che hanno sviluppato i progetti e ritengono di aver acquisito un diritto, Comune e Regione sembrano non osare imporre un nuovo vincolo e ricercano una mediazione. Nè pare si voglia percorrere la strada più coerente, seppure più impervia, di una negoziazione tesa a spostare i diritti edificatori in una zona di minor pregio paesaggistico. Il Piano Paesaggistico oggetto di intesa propone oggi all’incirca il dimezzamento dell’area edificabile e la salvaguardia della sola porzione verso Stradale Orbassano. Un taglio, più che una mediazione, che eviterà forse i contenziosi ma non salverà l’ambiente. Gli effetti negativi del consumo di suolo non sono infatti solo dovuti alla sua trasformazione e alle dimensioni che essa assume, ma anche alla miriade di "ritagli" che interrompono la continuità degli ecosistemi, gli scambi e la circolazione di materia, energia, piante e animali e interrompono senza rimedio le visuali e l’integrità del paesaggio (chi è interessato può consultare le ottime pubblicazioni ISPRA).

Il 2015 è stato l’anno internazionale del suolo, si sono celebrati convegni e simposi scientifici, sono state presentate e sono in discussione leggi nazionali e regionali per la difesa del suolo, le principali associazioni ambientaliste europee hanno lanciato la campagna People4soil, "GenteperilSuolo", che vuole sostenere con oltre un milione di firme la richiesta alle istituzioni europee di una seria normativa sui suoli.

Sapranno il Consiglio Regionale e quello Comunale di Pinerolo impegnarsi responsabilmente per una soluzione che salvaguardi la nostra meravigliosa collina?

 


APPELLO ALLA FIRMA

SALVA IL SUOLO

Ogni anno in Europa spariscono sotto il cemento 1000 kmq di suolo fertile, un’area estesa come l’intera città di Roma.

Senza un suolo sano e vivo non c’è futuro per l’uomo. Oggi il suolo è violentato, soffocato, contaminato, sfruttato, avvelenato, maltrattato, consumato. Un suolo sano e vivo ci protegge dai disastri ambientali, dai cambiamenti climatici, dalle emergenze alimentari. Tutelare il suolo è il primo modo di proteggere uomini, piante, animali.

Nonostante questo, in Europa, non esiste una legge comune che difenda il suolo. I cittadini di tutta Europa chiedono di difenderlo dal cemento, dall’inquinamento e dagli interessi speculativi. Insieme a noi, oltre 400 associazioni chiedono all’UE norme specifiche per tutelare il suolo, bene essenziale alla vita come l’acqua e come l’aria.

COSA CHIEDIAMO

Chiediamo che il suolo venga riconosciuto come un patrimonio comune che necessita di protezione a livello europeo, in quanto garantisce la sicurezza alimentare, la conservazione della biodiversità e la regolazione dei cambiamenti climatici.

Chiediamo un quadro legislativo che tuteli i suoli europei dall’eccessiva cementificazione, dalla contaminazione, dall’erosione, dalla perdita di materia organica e dalla perdita di biodiversità.

#People4Soil è un’Iniziativa dei Cittadini Europei sostenuta da più di 400 associazioni per raccogliere un milione di firme per reclamare un diritto al suolo e proteggere questo bene comune essenziale per le nostre vite.

Clicca qui per firmare la petizione e difendere il suolo. www.salvailsuolo.it/#sign-box

www.people4soil.eu/it
www.salvailsuolo.it