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Pinerolo Indialogo

Aprile 2017


Dialogo tra generazioni

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 Politica Giovane Young



L'assessore ai Lavori Pubblici, al Lavoro e al Commercio Ermanno Cerrano

"L'assessorato al Lavoro è di fatto un assessorato di assistenza ai non-lavoro"

«In via Giolitti ci si occupa di quella misera assistenza che possiamo fare con i quattro soldi che abbiamo come budget. Non si sono mai fatte politiche del lavoro»

 

di Antonio Denanni  

Pinerolo Indialogo - Anno 8 - N. 4 - Aprile 2017

 

Lei di fatto ha la delega a due dei vecchi assessorati: lavori pubblici e lavoro, oltre al commercio. Incominciamo con i lavori pubblici, che vuol dire innanzitutto viabilità, soprattutto lo stato delle strade e dei marciapiedi (le buche!!). Che prospettive ci sono di superare questa condizione disastrata?
   Le prospettive sono quelle che ci vengono concesse dal budget che abbiamo oggi disponibile che è di circa 600 mila euro, comprendendo oltre alle strade anche i marciapiedi. È una cifra rilevante ma è riferita a tutta la città di Pinerolo e sicuramente non permette di fare tutto quello che c’è da fare. Gli uffici hanno un loro elenco di interventi che viene dalla segnalazione degli operai, dei vigili, dei cittadini e poi da dei sopralluoghi che hanno portato a redigere un elenco di priorità e in base a questo si interviene.

Un’altra lamentela frequente dei cittadini riguarda l’illuminazione, da molti giudicata carente. Ci dice qualcosa in merito?
   Non possiamo che condividere questa lamentela dei cittadini in quanto abbiamo un impianto che è vetusto, non solo dal punto di vista strutturale ma anche tecnologico, addirittura fuori normativa. Per questo abbiamo deciso di partire con un progetto di rinnovo totale della pubblica illuminazione. Ci siamo convenzionati con altri 5 Comuni (Cumiana, Roletto, Frossasco, Cantalupa, San Pietro) e insieme avvieremo nell’anno un project financing per il rinnovo totale della struttura di pubblica illuminazione, per cui arriveremo a una maggiore luminosità delle vie e pure a un risparmio energetico, con possibilità di sfruttare l’impianto anche per altre funzioni (wifi, telecamere di sicurezza, ecc).

Il suo assessorato ha anche il compito di curare il decoro urbano. Da parecchi anni questa città è caduta nel degrado (i portici...). Che cosa intende fare in proposito questa amministrazione?
   Ci sono sicuramente diversi aspetti da curare, ma la situazione è complessa. I portici a cui lei accenna sono privati e il Comune può fare poco. C’è poi tutto il verde pubblico per la cura del quale il budget è stato dimezzato. Per quanto riguarda l’immondizia che sborda dai cassonetti è sempre e solo un rincorrere i problemi, senza un po’ di civiltà la situazione è praticamente irrisolvibile. Di fronte a questa situazione stiamo cercando di lanciare la partecipazione attiva dei cittadini (in primis l’assessore Laurenti), attra-verso la quale speriamo di ottenere dai cittadini un aiuto per mantenere decorose alcune aree cittadine. Con le sole risorse del Comune (sia umane che economiche) non ce la possiamo fare. Un aiuto lo stiamo ottenendo attraverso i cantieri lavoro e i lavori socialmente utili. Dobbiamo agire su diverse direzioni. Il seguire le emergenze quotidiane ha portato a inseguire i problemi per cui è mancata negli anni una visione globale sulla città, dove il decoro ha sicuramente un aspetto importante.

Parliamo anche di rifiuti, anche questo oggetto di lamentela, e di telecamere di sorveglianza. È un progetto che va avanti o è stato bloccato?
   Come assessore non mi occupo di rifiuti, in quanto di competenza del sindaco, però sto seguendo il discorso delle telecamere, dette "foto trappole". Ne stiamo testando una in stradale San Secondo dove ci sono dei cassonetti critici e abbiamo avuto delle grosse difficoltà nella taratura ed affidabilità. Per cui ora stiamo puntando sulle videocamere da posizionare in punti strategici. Crediamo che sia opportuno avere un sistema di videocontrollo, ma prima di renderlo operativo vogliamo avere la certezza che il sistema funzioni. Ora siamo ancora in fase di test.

Passiamo ora alla sua delega al lavoro. L’assessorato al lavoro di questo Comune non ha mai avuto negli anni passati grande considerazione, così pure le politiche del lavoro. Da anni sul più noto giornale locale si pungolano sindaco ed assessori ad andare con la valigetta alla ricerca di imprenditori che investano sul territorio. Lei cosa intende fare in proposito?
   Questa della ricerca di investitori è una delle cose più difficili da fare. Sviluppare del lavoro è una cosa impegnativa e tutti cercano di sfuggire. L’assessorato al lavoro a Pinerolo è ed è sempre stato negli anni un "assessorato al non lavoro". Ciò di cui si occupa con l’ufficio in via Giolitti è di gestire quella misera assistenza che possiamo fare attraverso quei quattro soldi che abbiamo come budget per fare i cantieri lavoro e per gestire quei progetti che ci arrivano attraverso le fondazioni o i bandi e rivolti a quelle centinaia di persone che sono in una situazione disperata. In questo periodo fa scalpore la situazione PMT, ma casi simili nel territorio ce ne sono decine.
Di fatto quello che chiamiamo l’assessorato al lavoro è un assessorato all’assistenza. Qui nessuno ha mai fatto delle politiche del lavoro che favoriscano lo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali. Le nostre leve a disposizione sono limitate, questo è un compito più statale che comunale.

Quindi afferma che la città non ha delle politiche per il lavoro…
   Attualmente stiamo ragionando con l’Acea, azienda leader nel territorio, che ha capacità e competenze, per vedere se può essere un attrattore di investimenti e promotrice di nuove linee di business per il territorio nel campo della green economy, dell’efficientamento energetico e delle smart city.

Giovani intenzionati ad avviare una startup lamentano la totale assenza di sostegno da parte dell’amministrazione. Ad esempio è possibile avviare degli spazi di coworking gratuiti in edifici comunali inutilizzati (il tribunale!)?
  
Per il coworking sfonda una porta aperta. Io avevo già fatto delle proposte di avvio d’impresa giovanile dove proponevo due cose: lo sviluppo di una piattaforma informatica orientata alle startup che favorisse la raccolta di idee imprenditoriali, il confronto tra le persone e con investitori che potessero concorrere a far nascere un’impresa. E poi di rendere disponibili degli spazi di coworking. Il Comune ha degli spazi inutilizzati e stiamo dibattendo su come utilizzarli. Il coworking in questi nove mesi non siamo ancora riusciti a metterlo in cantiere, l’amministrazione comunque ci crede e io mi sento di impegnarmi a portarlo avanti.

Un parola anche sul commercio. Pure qui ci si lamenta per le numerose serrande chiuse…
  
Premesso che il tema è ampio e riguarda la crisi economica generale per cui il commercio langue perché la domanda di consumo langue, il discorso che si può fare è di attirare gente, in modo che venga qua a comprare invece di andare da altre parti. I negozianti devono rendere più attraente il proprio negozio e la città. Lo ripeto sovente ai commercianti, non si può dare sempre la colpa ad altri. Noi come amministrazione stiamo cercando attraverso il PUMS (Piano Unitario di Mobilità Sostenibile) di avere una visione globale della città, in particolare del centro storico, dove cerchiamo di capire anche quali sono le strategie per favorire le attività commerciali, in termini di viabilità, di parcheggi, di pedonalizzazione, di arredo urbano, ecc. L’amministrazione cercherà di fare questo, però i commercianti devono fare anche la loro parte, devono qualificare l’offerta senza aspettarsi sempre tutto dal Comune.

Per concludere, c’è qualche progetto o iniziativa in cantiere che vuole segnalare ai lettori?
   Come le ho già detto il progetto dell’illuminazione mi piace raccontarlo, perché è un’iniziativa nuova. Stiamo partendo poi con il discorso sulla sicurezza degli edifici scolastici, così pure per il PUMS che tocca diversi settori (se ne occupa l’assessora Proietti), anche di mia competenza, il discorso sul patrimonio pubblico, il palazzo degli Acaja…

Tante iniziative, sembra però che manchi ancora una progettualità globale sulla città…
   In effetti è una lacuna ancora da colmare.