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Pinerolo Indialogo

Aprile 2017

Dialogo tra generazioni

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 Viaggiare


Nel Vietnam del Nord

Dove il drago scende nel mare 

di Angelica Pons con Mauro Beccaria

Pinerolo Indialogo - Anno 8 - N.4 - Aprile 2017

   

   Mentre sto scrivendo Mauro sta facendo un trekking nelle montagne del Vietnam del Nord.
Ci piacciono i villaggi, la vita semplice a misura d’uomo. Mi racconta via whatsapp e ci consoliamo per gli acquazzoni da entrambi i lati del telefono.

Uno dei luoghi più belli che ha esplorato si trova quasi al confine con la Cina, a 160 km c.a dalla capitale Hanoi, sul golfo del Tonchino: è la baia di Ha Long (lett. "dove il drago scende nel mare"), costellata di 1969 isolette calcaree monolitiche, ognuna coperta da una fitta vegetazione; con boschi e spiagge, pescatori all’opera nelle acque limpide verde smeraldo, su cui si può pagaiare con un kayak oppure soggiornare su una giunca.
Alle sue spalle il parco nazionale di Cat Ba riconosciuto dall’Unesco, riserva naturale di biosfera unica al mondo. Due sono gli ecosistemi: uno tropicale-umido con foreste pluviali sempreverdi, l’altro è marino e costiero. Vi vivono numerose specie endemiche, con grande varietà di angiosperme, e felci e uccelli.

Le stagioni sono due: un’estate calda e piovosa, ed un inverno asciutto e freddo.
Almeno secondo la tradizione, ma come da noi è tutto a sorpresa, anche lì che ora è la stagione secca e fresca, Mauro mi dice che piove spesso e fa così caldo da sentirsi bolliti.

Narra una leggenda antica che tanto tempo fa i vietnamiti stavano combattendo gli invasori cinesi e gli Dei mandarono una famiglia di dragoni per aiutarli. Questi dragoni iniziarono a sputare gioielli che si trasformarono nelle isole ed isolotti della baia, unendoli poi a formare una muraglia contro gli invasori. Le persone salvarono la propria terra e nacque il Vietnam. Il luogo in cui atterrò il dragone madre venne chiamato Ha Long, il luogo in cui arrivarono i figli prese invece il nome di Bái Tù Long (lett. "al seguito dei figli del dragone") ed il posto in cui i figli agitarono violentemente le proprie code venne chiamato Bach Long Vy (Bach: colore bianco della schiuma, Long: dragone, Vy: coda).

Un paio di isole hanno insediamenti stabili e strutture turistiche, alcune ospitano villaggi galleggianti di pescatori - in tutto circa 1600 persone - che setacciano le acque poco profonde alla ricerca di 200 specie di pesci e 450 di molluschi, oppure si dedicano all’acquacoltura (coltivazione di biota marini). La maggior parte delle isole hanno preso il nome dalla propria forma: tra queste ci sono Voi (elefante), Ga Choi (artiglio da combattimento) e Mai Nha (tetto). Tra gli animali che le abitano ci sono antilopi, scimmie e iguane.

La caratteristica ulteriore di questo posto splendido è che molte di esse sono cave e contengono enormi grotte carsiche, Hang Dàu Gò contiene la più grande grotta della baia. Esploratori francesi la visitarono nel XIX secolo, chiamandola Grotte des Merveilles. Le sue tre grandi camere contengono numerose grosse stalattiti e stalagmiti (oltre a graffiti del XIX sec.). Le sue formazioni calcaree, stalattiti e stalagmiti giganti, paiono draghi, tigri ed elefanti e persino fiori; risalire da questa grotta ed affacciarsi alla baia è come fu per Dante uscire e risalire «a rivedere le stelle».