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Pinerolo Indialogo

Sett-Ottobre 2017


Dialogo tra generazioni

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 Vita internazionale


Intervista a Noemi Giordano 
In Erasmus a Stoccolma

di Alessia Moroni 

Pinerolo Indialogo - Anno 8 - N.9/10 - Settembre/Ottobre 2017

Si è laureata a Luglio 2016 in Ingegneria Biomedica ed ora è al secondo anno del Corso di Laurea Magistrale in Strumentazione Biomedica, presso il Politecnico di Torino. Noemi inizia il suo terzo semestre in maniera del tutto originale: è da poco partita per il suo programma Erasmus in Svezia, più precisamente nella capitale, Stoccolma.
In questa intervista ci racconta le sue aspettative e i suoi primi giorni in un paese lontano dalla cultura italiana.

Noemi, come mai hai deciso di partire proprio in questo semestre ?
Ho sempre voluto fare un’esperienza all’estero, ma ero indecisa se dedicare questo tempo fuori dall’Italia per un semestre di corsi o di preparazione tesi. Ho scelto i corsi e questo era il periodo più adatto. La mia prima scelta era Stoccolma: mi ha sempre affascinata l’idea di andare in un paese nordico. Attualmente frequento l’Università tecnica "KTH" (Royal Institute of Technology), presso la School of Technology and Health – Medical Engineering.

Come sono strutturati i corsi e quali sono state le tue prime impressioni?
Ho iniziato la settimana scorsa, ma sono arrivata un pochino prima per cercare una casa. I corsi sono tenuti interamente in inglese e si fanno attività pratiche e tanti lavori di gruppo. Si viene valutati strada facendo, svolgendo laboratori, progetti ed infine l’esame conclusivo. Ci sono studenti da tutto il mondo e la percentuale di svedesi è molto bassa: è un ambiente internazionale. Mi trovo bene per ora. C’è una Student Union che organizza moltissimi eventi e si occupa di difendere diritti e doveri degli studenti, dell’integrazione per i nuovi arrivati e di rendere piacevole la vita universitaria.

Sei già riuscita a visitare Stoccolma e dintorni oppure ti sei subito concentrata sull’università?
Prima di cominciare la scuola ho fatto la turista nel vero senso della parola. La città mi è piaciuta fin da subito. Ci sono tantissime aree verdi, laghi, spazi naturali appena fuori città. La gente del posto mi sembra aperta e disponibile e tutti sanno parlare l’inglese. Stoccolma è molto pulita e questo per me è molto importante.

Quale pensi che sia il valore aggiunto che l’Erasmus darà alla tua vita e alla tua carriera?
Sono partita perché volevo vedere come si insegnasse e si imparasse in un paese diverso dall’Italia. A livello formativo penso mi darà tanto: frequentare una seconda università mi può offrire nuove opportunità e una grande apertura mentale. Non ho scelto di fare l’Erasmus per la carriera, ma spero che questa prima esperienza all’estero possa essermi utile per il mio futuro lavorativo. Prima devo però capire come mi trovo fuori dall’Italia.

In futuro cosa prevedi?
Non mi dispiacerebbe l’idea di un Dottorato: vorrei lavorare nel settore di ricerca e sviluppo, mi piace progettare, ma per ora sono aperta ad ogni possibilità lavorativa.