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Sett-Ottobre 2017


Dialogo tra generazioni

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 Officine del suono 


Musica emergente

I Materianera


di Isidoro Concas

Pinerolo Indialogo - Anno 8 - N.8/9 - Settembre-Ottobre 2017

 

I Materianera sono un trio formato dalla cantante Yendry Fiorentino e dai produttori Enphy ed Alain Diamond, che portano una personale formula di musica elettronica in live con influenze house, dub, r&b e future bass.

L’esperienza televisiva di Yendry ad X Factor l’ha portata a cercare nuove vie per produrre e promuovere la propria musica. Quale pensate sia, attualmente, in Italia, il rapporto tra la musica ed un media come la televisione?
Sicuramente un media come la televisione è, dal lato promozionale, un mezzo che fa crescere la propria visibilità esponenzialmente. In Italia abbiamo degli esempi chiarissimi di come questo rapporto sia sempre più solido e viscerale.

La vostra attenzione ai media è comunque alta: photoshoot curati, videoclip ben girati e pubblicati su canali di promozione ben conosciuti. Qual è l’importanza per un musicista dell’immagine e dei canali di comunicazione col pubblico, per voi?
È come un biglietto da visita, una vetrina. Tendenzialmente, si tratta della prima cosa che si guarda in un prodotto, che si parli di musica o meno. Dare l’immagine di noi che più pensiamo ci rappresenti è quindi, per noi, di fondamentale importanza.

Le vostre influenze, che principalmente si rifanno alla musica black ed a diverse sfaccettature dell’elettronica più recente, confluiscono in un sound che classificate come "musica elettronica". In un momento dove i confini dei generi elettronici si stanno sciogliendo sempre di più, soprattutto se in presenza di una voce, in che modo ha senso parlare ancora di generi?
Ha senso parlarne, ma solo nella misura nella quale vogliamo paragonare, confrontare, accostare un suono ad un altro per un bisogno di classificazione. È qualcosa di importante nel confezionare un prodotto, che sia per organizzare un festival o per identificare l’immaginario a cui una band si rifà.

La vostra musica presenta una grande cura dei particolari di produzione, ma nei vostri live la suonate con sintetizzatori e drum machine. Come avete sviluppato la ricerca della restituzione in live del suono lavorato in studio?
Sì, abbiamo deciso di escludere il computer nei nostri live per dare più l’idea di una band che suoni con degli strumenti, anche se meno tradizionali. I beat, i loop e le backing vocals di Yendry vengono tutte gestite da campionatori e drum machines, cercando di dare così una versione live di ogni nostro brano, in alcuni casi modificando la struttura per rendere lo show il più dinamico possibile.

Alain è anche dj, e spesso termina i vostri concerti con i suoi set. Quali sono le sue scelte per mantenere una continuità, o spezzarla, tra l’atmosfera del live e quella del dj set? A livello di studio, quali sono le differenze di sonorità tra quelle che investe nei suoi progetti solisti e quelle coi Materianera?
Per i live, dipende molto dal contesto in cui ci si esibisce. Ci sono delle serate in cui spezza nettamente tra concerto e set, magari con dell’hip-hop, perché sono più adatte al locale in cui suoniamo, in altre ad esempio il dj set è molto più deep house. Nei progetti solisti si occupa principalmente di produrre tracce techno/tech-house dal beat decisamente più veloce, con chiari riferimenti tribal e campioni afro, viste le sue origini.

Infine: al di fuori della sua bella forma, perché il progetto Materianera esiste? È musica da ballare, da ascoltare, su cui riflettere, per viaggiare? La vostra natura, proprio perché ricca di sfumature, sembra cambiare di pezzo in pezzo.
Il progetto Materianera esiste per l’unione di tre differenti visioni della musica, creandone una quarta, collettiva. Nelle nostre nuove produzioni abbiamo cercato di estremizzare questi differenti punti di vista, racchiudendole in un album, Abyss, che uscirà in autunno. Il disco conterrà tracce più dinamiche ed elettroniche, ma anche altre dalle sonorità più intime ed introspettive.