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Sett-Ottobre 2017


Dialogo tra generazioni

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Diritti Umani 

Le condizioni dei rohingya in Myanmar


a cura di Amnesty International -Gruppo Giovani di Pinerolo 

P
inerolo Indialogo - Anno 8 - N.9/10 - Sett-Ottobre2017

 

In Myanmar, nel nord dello stato di Rakhine (Stato della Birmania), è in corso una campagna di violenza contro la minoranza etnica rohingya.

Dallo scoppio della violenza, decine di migliaia di persone sono state costrette ad allontanarsi dalle loro abitazioni. Secondo le ultime stime delle Nazioni Unite, 146.000 rohingya hanno attraversato la frontiera del Bangladesh, mentre il governo di Myanmar ha evacuato oltre 11.000 persone appartenenti ad altre minoranze etniche presenti nel nord dello stato di Rakhine.

Migliaia di persone, per lo più rohingya, sarebbero bloccate sulle montagne dello stato di Rakhine con le Nazioni Unite e le Organizzazioni non governative impossibilitate a verificare le loro necessità o a fornire riparo, cibo e protezione.

La loro condizione si era già deteriorata in modo significativo in seguito alle ondate di violenza in particolare tra buddisti e musulmani Rohingya, registrate nel Rakhine nel 2012 e che hanno causato decine di morti, sfollamenti e distruzione di proprietà. Quasi cinque anni dopo, decine di migliaia di persone, soprattutto Rohingya, restano sfollate in squallidi campi, dove sono vivono letteralmente segregate.

Oltre un milione di Rohingya vive senza diritto alla libertà di movimento, all’istruzione e all’assistenza sanitaria. Queste persone non possono praticare la propria religione né hanno accesso a forme di sostentamento. L’attuazione di tali restrizioni ha portato ad arresti arbitrari, tortura e altri maltrattamenti, atti di estorsione e tangenti da parte delle forze di sicurezza dello Stato, spesso commessi in totale impunità.

Ad aggravare la situazione c’è la sospensione degli aiuti diretti verso il nord dello stato di Rakhine, mentre in altre zone le autorità stanno negando l’accesso alle comunità bisognose, soprattutto alla minoranza rohingya.