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Febbraio 2018


Dialogo tra generazioni

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 Primo piano 



Docenti universitari pinerolesi / 39

Matteo Losana, docente di Diritto Costituzionale

«Credo che la vicinanza con Torino rappresenti, da sempre, la debolezza e il punto di forza di Pinerolo. Bisognerebbe riuscire a valorizzarla al meglio»

«La Costituzione andrebbe illustrata e spiegata, con regolarità, già nella scuola primaria»

 

di Antonio Denanni -Pinerolo Indialogo - Anno 9 - N.1-2 Gennaio-Febbraio 2018

 

Ci parla di sé e del suo lavoro universitario? 
Ho vissuto la mia infanzia e la mia adolescenza a Cantalupa. Ho frequentato il liceo scientifico di Pinerolo. Ho vissuto per una decina d’anni a Torino, ma poi ho deciso di tornare a Pinerolo. Attualmente sono ricercatore presso il Dipartimento di giurisprudenza dell’Università di Torino. Solitamente l’attività di ricerca è associata alle materie scientifiche, Ma anche il diritto offre insospettabili spunti di studio e riflessione. 

Ci parla anche della sua disciplina?
Studiare diritto costituzionale significa, in termini molto generali, occuparsi dell’organizzazione dello Stato, delle fonti del diritto (innanzitutto della Costituzione, poi delle fonti dello Stato e dell’Unione europea, infine di quelle delle Regioni) e dei diritti fondamentali. Le mie ricerche si sono concentrate, in particolare, sulle varie declinazioni del principio uguaglianza sia a livello nazionale, sia a livello sovranazionale.

Lei è un giovane ricercatore universitario all’inizio della carriera. Che difficoltà incontrano i giovani come lei?
Diciamo non più "giovanissimo", avendo oramai varcato la soglia dei quarant’anni. Diciamo che lo scoglio senz’altro più difficile riguarda i lunghi anni di precariato che spesso precedono la cosiddetta "stabilizzazione". Intraprendere la carriera universitaria significa, molto spesso, mettere in conto un periodo più o meno lungo di incertezza lavorativa. Inutile dire che questa è una gravissima lacuna del sistema che rischia di tagliare fuori dal mondo della ricerca validissimi studiosi che non possono permettersi tanta incertezza.

Oggi nella società c’è bisogno di più diritti o di più doveri?
In una Costituzione – come la nostra - che ambisce a realizzare (per tutti) condizioni di libertà e di uguaglianza, i diritti e i doveri rappresentano due facce della stessa medaglia. Oggi il dibattito pubblico, ma anche gli studi scientifici, sembrano dedicare molto più spazio al tema dei diritti rispetto a quello, forse meno accattivante, dei doveri. Ma senza l’adempimento di taluni doveri (a cominciare da quelli di solidarietà economica) molti diritti (in particolare quelli più costosi, come il diritto alla salute e all’istruzione) rimarrebbero lettera morta. Esiste poi un orizzonte più lontano dei doveri. Combattere l’inquinamento e il cambiamento climatico, garantire la sostenibilità, nel lungo periodo, dei bilanci statali sono – tutti – doveri che noi abbiamo nei confronti delle generazioni future.

Abbiamo appena celebrato i 70 anni di promulgazione della Costituzione. I giovani la sentono ancora come loro o c’è una certa indifferenza?
La Costituzione andrebbe illustrata e spiegata, con regolarità, già nella scuola primaria. Questo per una semplice ragione: il diritto intero (dal codice penale al regolamento comunale) è un "astruso" meccanismo che si legittima, in ultima analisi, proprio sulla Costituzione. Ma la Costituzione non ha, alle spalle, un’altra "legge" che la sostiene. Essa si fonda e si regge sul consenso. Ed è proprio questo consenso diffuso che deve essere coltivato.

Lei è pinerolese di nascita e di residenza. Come vede questo territorio?
Sia da un punto di vista strettamente geografico, sia da un punto di vista culturale, il pinerolese rappresenta un posto dove si può vivere bene. Si tratta di un territorio "di confine" (la Francia è proprio vicina), nel quale convivono realtà culturali e religiose diverse. E proprio queste diversità rappresentano una ricchezza il nostro territorio.

Molti sostengono che il Pinerolese sia in decadenza e abbia perso la centralità del territorio. Concorda?
Essendo tornato a vivere a Pinerolo da pochi anni non sono in grado di fare grandi paragoni con il passato. Credo che la vicinanza con Torino rappresenti, da sempre, la debolezza e il punto di forza di Pinerolo. Bisognerebbe riuscire a valorizzarla al meglio.

Ha qualche idea per un rilancio di questo territorio o semplicemente un’idea da proporre?
Sarò banale, ma credo che il miglioramento del collegamento ferroviario con Torino e il ripristino di quello con Torre Pellice possano rappresentare prospettive interessanti. Lungo la ferrovia non corrono solo vagoni, ma anche idee, progetti e iniziative.

Un giovane pinerolese ha uno spazio per realizzarsi in questo territorio o deve pensare a migrare o semplicemente a ragionare su un territorio più vasto?
Conoscere altre realtà è, senz’altro, importante. Ma credo che anche il pinerolese possa offrire ai giovani ottime opportunità per realizzare il proprio progetto di vita.